A cosa serve scrivere pg

A cosa serve scrivere? – Ep.2

A distanza di un anno dal post A cosa serve scrivere? eccomi di nuovo a raccontarvi di questa esperienza fatta di inchiostro, fatta di fogli, fatta di amore. L’occasione per tornare sull’argomento me l’ha data l’incontro andato in scena a Jesi il 31 Gennaio con il linguista, filologo e lessicografo Francesco Sabatini, membro onorario dell’Accademia della Crusca (di cui è stato Presidente dal 2000 al 2008) e Professore Emerito dell’Università degli Studi Roma Tre. Una conferenza emozionante, organizzata con grande professionalità dalle Sale Museali di Palazzo Bisaccioni: versato lacrime letterarie, sono tornato a casa con tre riflessioni che voglio condividere oggi qui con voi.

Scriviamo (da) poco
L’homo sapiens è apparso sulla terra circa 300mila anni fa, la scrittura è stata inventata nel 4000 a.C. in Mesopotamia. Questa (ovvia) indicazione temporale ci mette davanti a due verità:
– l’opportunità di fissare suoni e idee su un supporto durevole e resistente ha permesso alla civiltà umana di accelerare il suo processo evolutivo. Ordinare il caos, eliminare le incertezze, trasmettere conoscenza scientifica, storica e letteraria: niente di questo sarebbe stato possibile senza la parola scritta;
– la scrittura è un’invenzione recente. Recente, quindi fragile. Dobbiamo difenderla dagli emoji, dai messaggi vocali, dai barbarismi inutili. Dobbiamo difendere questa scienza esatta e democratica: è alla portata di tutti e basta un po’ di esercizio per esprimere tutto ciò che abbiamo in mente.

Scriviamo a mano
Mia nipote Martina ha 6 anni e frequenta la prima elementare. Durante le vacanze di Natale mi ha mostrato con orgoglio sconfinato il suo quaderno di italiano: pagine intere di a, di b, di c, di d, di e così via fino alla z. Questa lettera mi riesce bene, questa qui devo ancora migliorare. Le brillavano gli occhi. Mi ha fatto ricordare cosa significa imparare a leggere e scrivere. Il mistero della conquista. Il fascino della conquista. La fatica della conquista. Riuscire a scrivere finalmente una parola e poi sentire quel flusso magico che dalla penna risale verso la mano, il braccio, il cuore, la mente. Ripartiamo da qui, da questa esperienza che troppo spesso diamo per scontata. Ripartiamo dalla penna, dal foglio, dal corsivo.

Scriviamo per chi
Per noi stessi, prima di tutto. Perché scrivere bene vuol dire ragionare bene. E ragionare bene vuol dire prendere decisioni corrette. E prendere decisioni corrette vuol dire proiettarsi nel mondo come persona e professionista di spessore. Potrei continuare all’infinito, ma chiudiamola così: se sei in grado di scrivere hai maggiori probabilità di diventare un uomo o una donna di successo. E tuttavia non basta scrivere bene per noi stessi. Bisogna scrivere bene anche per gli altri. Perché viviamo in un mondo in cui comunicare è sempre più difficile. E in questo mondo in cui ogni singolo pensiero può essere liberamente stravolto, piegato e svuotato del suo significato originale, saper scrivere forte e chiaro rappresenta l’ultima ancora di salvezza per la verità.

Nicola Fragnelli – Copywriter & Social Media

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