A cosa serve scrivere

A cosa serve scrivere?

Se qualcuno, qualche anno fa, mi avesse chiesto “A cosa serve scrivere?”, mi avrebbe messo in grande imbarazzo. Perché per me, fino a qualche anno fa (maledetti e/orrori di gioventù), scrivere era esclusivamente uno strumento di seduzione, nell’accezione più ampia del termine: scrivere una canzone per conquistare il cuore della compagna di banco, scrivere una mail per rabbonire il barone universitario, scrivere una presentazione per impressionare il capo, scrivere una lettera per invocare il perdono dell’ex ragazza, e altra roba simile.

Fortunatamente la prospettiva è cambiata. Oggi la stessa domanda mi mette in minore imbarazzo. Perché una risposta credo di possederla, pur non avendo la certezza che si tratti di quella corretta. Chiedimi: “A cosa serve scrivere?” Ti risponderò: “A dare una forma alla realtà che ci circonda!”

Prima del lato estetico ed emozionale della scrittura, infatti, viene la sua anima geometrica e matematica. Se prima lo sospettavo vagamente, oggi ne ho la certezza. L’ho capito brochure dopo brochure, company profile dopo company profile, sito dopo sito: la parola è un numero in grado di codificare e decodificare la realtà intorno a sé.

La parola è un numero, e la sua efficacia è sempre verificabile. Prendi il prodotto o il servizio della tua azienda. De-scrivilo con parole adeguate e una corretta sintassi (termine che deriva dal greco antico e, neanche a farlo apposta, significa “ordinamento”). Otterrai due risultati: 1) porti a termine un’indagine fondamentale per distinguere le qualità dai difetti, i punti di forza da quelli di debolezza, ciò che chiaro dalle zone d’ombra; 2) acquisisci una consapevolezza più profonda per stabilire la direzione giusta da intrapredere. Insomma, mettere nero su bianco la realtà non è una vezzo estetico, ma un importante momento di crescita per chi vuole definire correttamente la forma e l’identità da comunicare al mondo esterno.

Oggi non mi sento ispirato, non ce la faccio a scrivere. Quante volte, ogni singolo giorno, questa resa totale viene pronunciata a tutte le latitudini del globo? Eppure – 99 volte su 100 – non serve alcuna ispirazione per scrivere: è sufficiente mettere in ordine i pensieri che ti passano per la testa. In una sola parola: ragionare. Il puntatore intermittente e il foglio bianco di Word incutono paura? Colorare la scrittura di razionalità è la soluzione perfetta per sbarazzarsene definitivamente e vivere serenamente il proprio rapporto con le parole.

Nicola Fragnelli,
Copy & Social Media

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