E tu ti fidi di TripAdvisor?

Chi si fida di TripAdvisor? – Social Of The Month

Scegliere il ristorante dove festeggiare il tuo compleanno con gli amici, trovare l’hotel giusto per le tue tasche in vista delle vacanze, consigliare il tuo bar preferito a milioni di altri utenti come te. Da 18 anni puoi fare tutto questo con un solo strumento: stiamo parlando di TripAdvisor, il sito web di viaggi più grande al mondo che raccoglie informazioni e recensioni riguardo hotel, b’n’b, appartamenti, ristoranti, bar e attrazioni turistiche. Dal momento in cui questo portale è esploso, tutti giocano a vestire i panni dell’esperto. Ma un’opinione personale può davvero misurare la qualità e la professionalità di una struttura ricettiva?

Facciamo un passo indietro
L’idea di creare un aggregatore di recensioni sul web appartiene a Stephen Kaufer. Agli sgoccioli del secondo millennio, il futuro fondatore di TripAdivisor, coadiuvato dalla moglie, è alla prese con l’organizzazione di una vacanza in Messico. Naviga sul web alla ricerca di informazioni di vario genere, ma le trova a fatica. E quel poco che trova non lo soddisfa. Nasce così l’intuizione di creare un sito dove le persone possano lasciare e/o consultare recensioni di viaggi in giro per il mondo. Nel Febbraio del 2000 l’intuizione diventa realtà. Viene al mondo TripAdvisor: ognuno è finalmente libero di raccontare la propria esperienza, non importa se nella trattoria sotto casa oppure nella suite più esotica e lussuosa.

Un po’ di numeri
570 milioni di contenuti pubblicati, 455 milioni di visite mensili, 7,3 milioni di strutture presenti. I numeri parlano chiaro e descrivono un fenomeno, a tratti fuori controllo, che ha cambiato inesorabilmente le regole del gioco nel settore ricettivo. Perché, che ci piaccia o no, che ci crediamo o no a quello che leggiamo, prima di prenotare un tavolo o una stanza, uno sguardo alle recensioni su TripAdvisor ormai lo gettiamo sempre.

Odi et amo
È un rapporto complicato quello fra TripAdvisor e i professionisti del settore. Perché se da un parte è preziosa l’opportunità di mostrare senza filtri la propria filosofia lavorativa, dall’altra resta sempre vivo il disappunto per esporsi all’opinione di persone che non hanno gli strumenti e le competenze adeguate per giudicare. Senza dimenticare il caso delle recensioni fasulle, create ad hoc da competitor senza scrupolo e clienti con il dente avvelenato allo scopo di screditare e gettare fango.

E tu ti fidi?
Per questo è importante pesare ogni parola su TripAdvisor, quando scriviamo e quando leggiamo. Perché ogni parola non solo influenza la decisione futura di un utente, ma rischia di distruggere una reputazione costruita in anni e anni di lavoro portato avanti con passione, serietà e competenza. È giusto che una considerazione personale metta in moto un meccanismo del genere? Facci sapere come la pensi!

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