Errori grammaticali da incubo

Errori da incubo

Poche ore ancora, poi sarà tempo di streghe per tutti. Anche per chi, ogni giorno, è già costretto a fare i conti con incubi personali e professionali. Stiamo parlando della categoria dei copywriter, uomini e donne avvolti da una coltre perenne di errori grammaticali da incubo.

Online e Offline. Errori raccapriccianti. Errori degli altri. Che possono contagiarti e trascinarti verso uno stato di profondo imbarazzo, sospenderti fra il senso del ridicolo e quello della vergogna. In occasione di Halloween, abbiamo pensato di raccogliere gli errori grammaticali “più peggiori”. Ridiamone insieme.

#1 Il più temuto
Sui social è protagonista di una serie infinita di meme. Si scrive “qual è” o “qual’è”? È una domanda che provoca la sudarella immediata. Spesso è Google a risolvere l’amletico impiccio: la forma corretta è quella senza l’inutile apostrofo.

#2 Il più ignorato
Apparentemente meno grave, ma altrettanto fastidioso. Su questa terra non c’è perdono o giustificazione per chi si abbandona all’uso di “un’altro”, concedendosi una distrazione inopportuna. Sii galante e riserva l’apostrofo solo alla forma femminile —> “un’altra.”

#3 Il più comune
Una lama spietata e affilata sulla retina dell’occhio: ecco cos’è quell’accento storto sull’avverbio interrogativo più comune. Al riguardo i Gazebo Penguins hanno scritto anche una canzone: la forma giusta è “perché”, con la stanghetta verso l’alto.

#4 Il più sottile
In giro c’è chi si lascia prendere dal godimento eufonico. Ne risulta, sulle nostre teste, una pesante cascata di “ad”, “ed”, “od”. Una cascata del tutto evitabile, perché in queste congiunzioni la “d” è necessaria solo quando ad incontrarsi sono due vocali uguali.

#5 Il più grave
Quella virgola di troppo fra soggetto e verbo. Troppe persone interpretano la virgola come puntini di sospensione. La usano per prendere fiato, rallentare la frase, imitare il ritmo del parlato. Abitudine insopportabile: è uno scivolone da prima elementare.

#6 Il più simpatico
È doloroso, ma capita a chiunque. È imbarazzante, ma regala un sorriso. È il congiuntivo sballato: basta un istante di fragorosa disattenzione per riscoprirci un po’ Fantozzi.

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