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Il futuro del web è fuori dal web o su Google Plus?

Esistono opinioni discordanti su Google Plus, la piattaforma social più controversa e dibattuta del momento. In attesa di capire se si tratti di un social network o di un social layer, come ho sentito dire a Luca Conti, alcune considerazioni:

Il mondo web si divide in due: chi esalta Google Plus e chi lo demonizza. Chi di Google si sente evangelist, e chi non vuole che sia l’azienda di Menlo Park a monopolizzare le nostre vite. Ma credo che il più grande errore sia quello di ridimensionare la questione con una paragone: ovviamente con Facebook. In questo modo, quando entriamo su Google Plus lo facciamo con aspettative sbagliate rimanendone delusi. Invece il punto di partenza per analizzare e sfruttare Google Plus è proprio quello di tenere bene a mente che non si tratta di Facebook. Ovviamente le mie considerazioni sono quelle di una ragazza non ancora laureata, che si avvicina……adesso al mondo del lavoro e dei social usati per il business. Ma ho buoni maestri, non preoccupatevi.

Dicevo: per primo Google, fin dalla nascita di Plus nel 2011, lo ha definito un Social Layer e non un social network, proprio grazie alla sua integrazione con tutti gli altri prodotti. Infatti i sostenitori del social in questione insistono nel sottolineare questo aspetto. Google Plus è qualcosa in più rispetto a Facebook o Twitter perché si integra con tutte le applicazioni Google: Gmail, YouTube, Search, Maps, News, Drive e chi più ne ha più ne metta.

Chi lo demonizza invece sostiene che Google Plus è una città fantasma dove si soffre di solitudine. Ancora una volta quest’affermazione sottintende un confronto implicito con Facebook. A numero di utilizzatori il re dei social network stravince alla grande. Secondo i dati della Global Digital Statistics 2014 Facebook è infatti utilizzato dal 49% degli italiani mentre Google Plus solo dal 16%. Ciò non significa che Google Plus non sia da considerare in una strategia social. Anzi, se pensiamo ad un’azienda o a un brand in cerca di visibilità, potrebbe essere più facile farsi notare su Google Plus rispetto a Facebook dove invece ricavarsi una spazio e ricevere attenzione è ormai quasi impossibile.

Proviamo allora a cambiare il punto di vista. Anzi ad invertirlo. Perché invece di pensare che su Google Plus ci sia poca interazione non iniziamo a pensare che su Facebook ce ne sia troppa? Troppe persone, troppe notifiche, troppo rumore, poca specializzazione. Non è che l’affluenza e l’uso di Google Plus sono la normalità mentre Facebook sta superato il limite della sostenibilità? Un aggiornamento al giorno, una media di 10 notifiche a settimana, non sono l’anormalità, sono la giusta dose di una vita social non bulimica. Mi sembrano anzi un modo più corretto di vivere il mondo dei Social. Il futuro del web, come dice Valentina Falcinelli, è fuori dal web. O al massimo su Google Plus

Tu che ne pensi?

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