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Instagram, a macchia d’olio – Social Of The Month

Social qua, Social là, Social su, Social giù: tutti li chiedono, tutti li vogliono. Ma pochi, pochissimi, sono consapevoli del fatto che i Social rappresentano creature viventi e in continua evoluzione: ciò che funzionava ieri, oggi non funziona più, ciò che valeva ieri, oggi non vale più, ciò che era ieri, oggi non è più. Per fare chiarezza abbiamo ideato SOTM (Social Of The Month), la rubrica mensile in cui analizzeremo numeri, dinamiche e caratteristiche delle piattaforme più frequentate del web. Il primo della lista è Instagram: buona lettura!

Probabilmente ha smarrito lo spirito autentico delle origini. Probabilmente ha tradito la fiducia degli aficionados della prima ora. Probabilmente ha annacquato la sua personalità per imitare i competitor. Ma alla fine dei conti poco importa: questo cambiamento ha portato risultati considerevoli. Perché oggi è il social più attivo, quello più dinamico, quello che sta cambiando i comportamenti quotidiani delle persone. Ovviamente stiamo parlando di Instagram, il social nato nell’ottobre del 2010 dalla mente di Kevyn Systrom e poi acquistato da Facebook nell’Aprile del 2012.

Concepita inizialmente come applicazione per condividere INSTAntanee di vita quotidiana attraverso la fotocamera dello smartphone, con il passare degli anni Instagram ha perso la spontaneità primigenia per evolversi nel social network più cool del momento. In sette anni la piattaforma ha attirato circa 700 milioni di utenti, attestandosi al terzo posto fra i social network più utilizzati al mondo dopo Facebook e Youtube. Una statistica che non poteva lasciare indifferente il mercato: oggi sono sempre di più i brand (e non solo quelli appartenenti al fashion o ad altri settori caratterizzati da un’immagine forte e accattivante) a scegliere questo canale per incrementare l’efficacia della propria strategia di comunicazione. Detto questo, prima di sbarcarci in pompa magna e cominciare a condividere contenuti, quali aspetti di Instagram bisognerebbe conoscere? Scopriamoli insieme!

A macchia d’olio
Rispetto agli altri social, Instagram presenta il tasso di crescita più alto (15,1%), una cifra 5 volte maggiore rispetto alle altre piattaforme. Questo dato racconta come, grazie alla facilità di utilizzo e al perfezionamento della user experience, Instagram è diventato davvero accessibile a tutti. Se fino a poco tempo fa rappresentava un’esclusiva fra i giovani fino ai 29 anni, oggi è utilizzata da un adulto su tre. La sua diffusione è a macchia d’olio: al momento sembra davvero impossibile immaginarne la fine.

15 minuti di celebrità
Raccontare la nostra quotidianità sui social è tipico del millennio che viviamo. Così come seguire quella degli altri. A questa pratica dedichiamo su Instagram – mediamente – 15 minuti al giorno: è il tempo della battaglia che un Brand deve affrontare quando decide di raggiungere il proprio target su questo social. Sbaragliare la concorrenza in 900 secondi non è semplice e spesso non è detto che i contenuti “wow” siano l’arma più efficace. Mai inseguire le mode del momento, sempre affidarsi alla propria identità: bisogna lavorare con la testa.

InstaData
Anno dopo anno Instagram ha saputo intercettare i bisogni legati alla sfera psicologica delle persone, fino a diventare un compagno inseparabile di piccole e grandi esperienze quotidiane. È ancora possibile godersi un tramonto romantico oppure gustarsi un piatto particolarmente invitante senza cedere alla tentazione di una foto acchiappacuori? Di fronte a queste leve emotive i Brand non potevano certo restare indifferenti: hanno cominciato a muoverle per interagire con le persone e incrementare la propria Awareness. Per aiutare le aziende a raggiungere questi obiettivi, Instagram offre la possibilità di realizzare campagne ADV attraverso strumenti e funzionalità business oriented: insights, call to action, inserimento di link, hashtag, tag geografici di geolocalizzazione etc.

So stylish
Leggi Instragram e ti vengono in mente Influencer e Fashion Blogger: per alcuni un male oscuro del web (da evitare ad ogni costo), per altri un esempio di successo (da emulare ad ogni costo). Noi sospendiamo il giudizio. È altro quello che vogliamo dirvi: per essere efficaci non è sufficiente mettere il prodotto che volete promuovere nelle mani di un profilo con migliaia e migliaia di follower. Anzi, ultimamente si è parlato tanto (e male) di questa forma di sponsorizzazione poco chiara, mal celata e a tratti irritante. C’è modo e modo di sfruttare Instagram e spesso, per offrire un’immagine Fresh & Cool, bisogna partire da un’analisi – interna e profonda – per arrivare a una soluzione unica, inimitabile, mai scontata o di massa: think lateral!

Ma che storie ti fai?
Foto + video + GIF = 95 milioni di contenuti al giorno. Senza contare le Stories, ovvero quei contenuti (introdotti ad Agosto 2016 e, diciamoci la verità, leggermente “ispirati” a Snapchat) che svaniscono dopo 24 ore dalla loro pubblicazione. Le Stories piacciono perché sono meno impegnative rispetto ai contenuti tradizionali. Gli utenti ne producono a raffica. E si sbizzariscono con colori, filtri, tag et similia, sviscerando le loro abitudini giornaliere. Insomma, se nel feed tradizionale enfatizziamo il nostro lato patinato, nelle Stories non abbiamo timore di mostrarci per quello che siamo davvero. Anche in questo caso, le teste pensanti di Instagram non sono rimasti a osservare questo successo, ma hanno immediatamente offerto alle aziende la possibilità di cavalcare l’onda del successo con inserzioni a pagamento. Le persone cercano la vita, i social seguono le persone, i brand rincorrono i social: è un ciclo senza fine.

Nicola Fragnelli – Copywriter
Marco Amadio – Content Junior

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