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Instagram è l’Ikea della fotografia

Prendete questa affermazione per quello che è, una provocazione. Non amo molto l’Ikea (lo so Massimiliano Nucci che da lavoro ad un sacco di gente) ma la rispetto davvero. Perché ha reso tutti arredatori, le case più belle e ha profuso un senso estetico condiviso in termini di design e appeal. Diciamo che, riformulando la frase, non amo molto andare all’Ikea. Ma ciò non toglie che questi svedesi ne sappiano una più del diavolo. Certo, il truciolato resta sempre truciolato e le case rischiano di diventare tutte uguali (so che avete un libreria Billy in casa), ma non si può pretendere di avere la botte piena e la casa arredata.

All’evento molto ben organizzato all’Università Fuà di Ancona da Ilaria Barbotti e dal suo Social Media Team ho avuto modo di valutare e apprezzare le potenzialità di Instagram per il business. Non inganni la natura ludica del Social. D’altronde, come ha detto, durante la sua brillante esposizione, Antonio Amendola “se Amazon ha speso 250 milioni per comprarsi il Washington Post e Facebook ne ha spesi 1 miliardo (di dollari) per comprare Instagram un motivo ci sarà”. Il cazzeggio tira più dell’informazione, ad esempio. E comunque: vero è che Instagram impone alla fotografia un’estetica aggressiva e uniformante, ma è anche vero che… la porta in situazioni nella quale non era stata mai. Almeno non con questa intensità.

Turismo, food, arte, azienda. Instagram crea nuovi testimonial: gli utenti. Il lettore diventa autore, il fruitore (per esempio di un viaggio) diventa produttore. Lo scopo di questo Social Network non è convincere (basta promozioni!) ma coinvolgere. Insomma, più che un Social fotografico è un Social di emozioni. Non è forse vero che il web è innanzi tutto ispirazione? Al #IgersAcademyAN ho scoperto il 68% degli utenti cerca in rete la propria destinazione turistica, che il Made in Italy resta il terzo brand del mondo e che (dato intangibile ma importantissimo) il turista cerca l’autenticità.

Ho imparato ad utilizzare programmi come Camera+ e GeotagMyPic, hoa vuto modo di approfondire Snapseed grazie ad una bella lezione di Gianpiero Riva. L’intervento di Erica Firpo, Moscerina per i suoi follower, mi ha dato modo di entrare nel magico mondo degli hahshtag creativi e innamorarmi di #Circlegetsthesquare (andate su Instagram per saperne di più) e #Taggaresponsabile. Ora non mi resta che studiare, come tutte le cose, anche Instagram va approfondito. Fatto salvo che non sono un fotografo e non lo sarò mai. E che mai nessuna foto renderà giustizia al tuo sorriso quando esplode all’improvviso, come cita la mia bio su Instagram. Ci vediamo lì. Non penserete mica che abbia avuto tempo di trovare il nome per l’agenzia?

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