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Prima l’autore, poi l’agenzia. Due giorni al #ISPF2013

Non credo che alla gente interessasse molto la nostra realtà, il nostro nome, i nostri prodotti. Non in prima battuta almeno. Se vado alla fiera del Self Publishing è perché voglio sentir parlare di libri, di autori, di lettori. Voglio capire perché mi conviene, se mi conviene, pubblicare un libro da solo, e quali possono essere gli ostacoli.

Parliamoci chiaro, se il detto popolare dice che l’Italia è un paese di santi, poeti e navigatori, non va molto lontano dalla realtà. Se al posto di “poeta” ci mettiamo un più vago “scrittore“, rendiamo l’affermazione più moderna. L’ostacolo più grande, per uno scrittore, è sempre stato quello di farsi pubblicare. Oggi, grazie a realtà come Simplicissimus e Narcissus, questo problema non esiste più.

Però ne esistono altri, e ve lo dice uno che per hobby fa lo scrittore, anzi lo scrivente. Bravo, hai pubblicato, e adesso come fai a raggiungere il tuo pubblico. Come fai, volgarmente parlando, a vendere? E sì, perché alla fine del gioco, si tratta di vendere un prodotto. Nobile, ma pur sempre un prodotto. Mi ha appassionato molto l’intervento di Alessandro Bergonzoni quando ha detto: “Ok, i soldi e le vendite sono importanti, ma mettiamole al punto due cacchio“. Ha ragione, però se questo punto due non lo raggiungiamo difficilmente avremo voglia di… scrivere altro, di libro.

Non dico che il mio libro deve essere un best seller, ma almeno raggiungere un pubblico specifico, attirare la curiosità di alcuni influencer, raccontare una storia che non si esaurisca soltanto all’interno del romanzo. Anche su questo argomento, tempo fa ci scrissi un post. Bene, fatta questa lunga premessa ecco svelato da dove siamo partiti per organizzare la nostra bancarella. Ci siamo guardati e abbiamo pensato “Partiamo dai problemi del nostro pubblico. Parliamo a loro, parliamo di loro, non di noi“. Niente brochure di un’agenzia senza nome. Niente servizi al tot al kilo. Tu hai una difficoltà: parliamone. Cerchiamo di venirne a capo. Ed ecco che è venuta fuori l’idea del gioco. Il percorso di uno scrittore che sceglie l’autopubblicazione e gli ostacoli di questa avventura.

Hai fatto una bella copertina? No? Forse dovresti affidarti ad un esperto di identità visiva, piuttosto che (cavolo l’ho usato come si deve, maledetti markettari!) al cugino bravo col Photoshop. Hai già pensato ad un sito internet per te e per il tuo titolo? E come pensi che i lettori possano arrivare al tuo libro (Google ci guarda, lo sai)? Hai già predisposto una strategia sui social? Non ho detto “stai tartassando tutti con il tuo libro“, sto parlando di altro. Forse dovresti sentire un professionista che possa guidarti in questa strategia.

Sì, ma quanto costa? Dipende. Tu quanto hai intenzione di investirci? Sei convinto di aver scritto un gran bel romanzo? Il pubblico cosa ne pensa? Ti sei messo in gioco? Ora possiamo parlarne. E possiamo anche presentarci. Siamo l’agenzia senza nome, piacere. Abbiamo a cuore le tue necessità. Vogliamo conoscere te. Dopodichè possiamo parlare di noi. Continuiamo a discuterne su #questagenzianonhanome

ps: ringraziamo per la bella opportunità tutto lo staff di @ISPF2013. In maniera particolare a Luca Lorenzetti, Luca Conti, Letizia Perazzini e ovviamente Antonio Tombolini.

Cristiano Carriero

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