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Questagenzianonhanome esponenziale. Ero al TedX!

La sveglia suona alle 7.00. Di sabato mattina. Ma non mi viene voglia di staccarla e continuare a dormire. Perché? Perché andrò al Tedx Bologna 2013. Passerò una giornata immersa nell’innovazione esponenziale. Le aspettative sono tante (e saranno tutte soddisfatte!). Arriviamo verso le 10 al Teatro Testoni e la fila all’ingresso non fa che aumentare la mia curiosità; infatti si parlerà di scienza e nanotecnologie, design, wwworks (chi sono i wwworkers?) e sfide sociali, fino ad arrivare nello spazio. Già, nello spazio.

Mi piace l’aria che si respira dentro al teatro e grazie ai badge che ci hanno fornito è facile relazionarsi con gli altri. Conosco nuove realtà interessanti come Fiordirisorse e si comincia. La metafora della scacchiera per definire il concetto di innovazione esponenziale è un approccio che mi conferma che sono nel posto giusto ma i 4 relatori della mattinata sono troppo tecnici per le mie competenze. Mi perdo tra microchip, human brain project e robot che afferrano giocattoli.

Dopo il buffet inizia la seconda sessione. Sono più fiduciosa e meno scettica poiché si parla di collaborative network. Rimango incantata dall’intervento del professor Guido Caldarelli che attraverso una semplice storia sui bambini, i cellulari e le foche riesce sorprendentemente a spiegare bene l’importanza delle reti complesse. Arriva poi il momento di Christian Zoli, di professione Game Designer (dalla sua qualifica non può non essere interessante). Il suo intervento “Quando smettiamo di divertirci” è così coinvolgente da farmi pensare a quanto il modo di comunicare giusto faccia la differenza. E poi come non condividere l’idea che “per innovare bisogna giocare”. Mi sento immersa nel futuro e il collegamento nello spazio grazie all’intervento di Luca Parmitano direttamente dalla Stazione Spaziale Internazionale, mi porta ancora più lontano dalla realtà.

Un sabato diverso, interessante e così pieno e denso di spunti da non aver tempo di pensare ad un nome per l’agenzia. Per tutto il resto c’è lo Storify di Cristiano Carriero!

 

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