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Rigori, fuorigioco, discussioni: è questione di engagement

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Per web sentiment s’intende il pensiero degli utenti espresso sul web nei confronti di prodotti, servizi, personaggi, brand. L’insieme delle opinioni, dei giudizi, dei pareri e delle esperienze espresse dagli utenti che influenzano gli altri.

In due parole? Il gol di Bonucci in Juventus – Roma. Il terzo, mi dicono dalla regia.

Perché una profana, non appassionata del calcio si sofferma su questo episodio? Lungi da me scrivere di rigori, fuorigioco, possesso di palla e quant’altro, ma lavorando sui social ho capito che esistono argomenti più caldi di altri. Sono quelli di cui si parla al bar, dal barbiere (i maschi), in taxi. E dai quali sembra proprio che non ci si possa esimere. Date un’occhiata alle vostre bacheche di Facebook. A ciò che è successo nelle ultime 24 ore.

Scoprirete come me che una partita non dura solo 90 minuti e che ogni scusa è buona per schierarsi da una parte o dall’altra, per esprimere un like o un dissenso, con Mark Zuckemberg che nel frattempo si sfrega le mani perché ad ogni like, condivisione o commento, aumenta, di fatto, il valore del suo prodotto e quindi il costo di ogni click pubblicitario. Pensate a quale coinvolgimento, in termini di engagement, può scatenare una discussione futile su una rete in presunto fuorigioco.

Quella di ieri sera si è trasformata in un vero e proprio caso di stato visto che è arrivata addirittura in Parlamento con una mozione che mi auguro sia stata immediatamente seppellita. Non devo dirlo io che l’Italia, il Paese, ha ben altri problemi: disoccupazione giovanile, pensioni, criminalità, omofobia, immigrazione clandestina. Ma su Facebook non ci si scalda per questo, ci si scalda molto di più per Rocchi (l’arbitro di Juve – Roma). Che alla gente interessi di più questo?

Tutto e tutti hanno da dire la loro sulla partita Juve-Roma. Ma i numeri e soprattutto il tono dei commenti è sconcertante. Post con 150 commenti su cosa? Su una partita? Magari si parlasse della partita, dei giocatori, di belle o brutte azioni. Di un gol che da profana mi è sembrato spettacolare. Magari. Invece leggo solo insulti e parole pesanti nei confronti dell’arbitro. Insulti che alimentano la cultura del sospetto, e che non necessitano di un esperto di sentiment e di social per essere definiti poco obiettivi. Boh, a me interessa poco della Juve e della Roma, ma forse in un contesto più normale avremmo letto qualche post in più per le ragazze della pallavolo.

L’argomento è una vera e propria lezione sul mondo dei social network. I social sono il Bar e riflettono il sentiment delle persone. Sono questi gli argomenti di cui parla la gente. Il problema è che ci si mettono anche i giornali, i parlamentari e tutti quelli che dovrebbero essere impegnati su ben altri temi. Se i social sono il Bar, quindi, alziamoci dal Bar e andiamo ogni tanto in libreria, in biblioteca, al cinema e ad un concerto. O in uno stadio. A tifare però, o a goderci uno spettacolo. Non a scannarci l’uno con l’altro.

Giulia Gabbarrini

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