Salone del Mobile 1

Salone del Mobile 2017 – Un racconto di Nicola Fragnelli

Autostrade per l’Italia, Trenitalia, ATM che ti inganna, Trenord, ATM che si riscatta, Trenitalia, Autostrade per l’Italia. Questo Salone del Mobile 2017 è stato un viaggio circolare. E il cerchio – per chi ci crede – rappresenta la perfezione, la compiutezza, ciò che non mostra traccia di rottura o cesura. E allora si metta agli atti che, per me, questo Salone è stato perfetto. E gran parte del merito –  si metta agli atti anche questo – è di Giulia Gabbarrini: grande collega sì, ma soprattutto splendida amica e compagna di viaggio.

E poi Milano è sempre un’idea affascinante, anche quando decide di scioperare e di metterti alla prova. Come il vecchio prof del Liceo, quello che ti faceva sudare l’interrogazione ma poi in consiglio ti difendeva, ti alzava il voto, era dalla tua parte. Ieri è stato un continuo chiedere aiuto e prestare soccorso: a tutti i livelli, da tutte le provenienze, per tutte le necessità. Un simpatico nipponico mi ha chiesto dove comprare il biglietto per raggiungere Rho Fiera. Gli ho indicato la macchinetta e ci siamo messi in fila. Smarriti davanti alle mille destinazioni del display luminoso, ci ha pensato un ragazzo senegalese ad aiutarci nell’impresa. Che meraviglia il mondo quando annulla distanze e latitudini all’interno di una stazione metropolitana.

Milano, il contesto. Al centro, il Salone del Mobile: un cuore pulsante che attira designer, creativi e professionisti da ogni angolo del pianeta. Ogni anno mi piace osservare cinesi che testano sedie, italiani che provano divani, britannici che analizzano tavoli, russi che studiano lampadari. Ogni anno mi rincuora vedere che spetta sempre alla bellezza il compito di unire il mondo.

E di bellezza, in questa edizione, ne ho vista davvero tanta. A partire dallo Stand dei nostri amici di Bontempi Casa. Trasformare la materia in oggetti di design è una sfida che poche aziende possono affrontare. Loro lo fanno, ci riescono alla grande e portano in tutto il mondo lo stile inconfondibile del Made in Italy. Nella formula del loro successo c’è un elemento preponderante: la passione. L’ho percepito dall’ampiezza dei gesti, dalla luminosità degli sguardi, dall’intensità delle parole con cui raccontavano le nuove creazioni ai loro ospiti. La stessa passione che da anni guida la missione di Ferrimobili: mettere le esigenze delle persone al centro di ogni progetto d’arredo. Concretamente. Per questo motivo è nato Su Misura, Stesso Prezzo: la sintesi di tecnologia e design che permette di realizzare la cameretta perfetta, l’ambiente ideale dove i ragazzi possono giocare, vivere e crescere in piena sicurezza.

Cos’altro aggiungere? 24 ore probabilmente non bastano per ammirare il Salone nella sua interezza. Ma una cosa è certa: una giornata del genere ti ricarica le batterie mentali e ti dà un’ulteriore conferma – casomai fossi sfiorato dal dubbio – che passione e bellezza sono gli unici ingredienti in grado di trasformare il tuo lavoro in una ragione di vita. 

 

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